Livolsi & Partners: “Imprese italiane hanno problemi di equity, rischio acquisizioni estere”

11 Gennaio 2021, di Alberto Battaglia

Il 17% delle imprese italiane dichiara di avere problemi di patrimonio netto, il 20% di liquidità e il 33% di riduzione importante di fatturato: è quanto emerge da una ricognizione condotta dalla Livolsi & Partners ” su un campione rappresentato da una quarantina di aziende con fatturato dai 10 ai 900 milioni all’anno”.

“Le nostre aziende hanno problemi di capitale, non possono investire in crescita, innovazione e in manager capaci. Le nostre eccellenze produttive mondiali rischiano di essere acquisite da aziende estere”, spiega Ubaldo Livolsi, presidente della società già ceo di Fininvest e che condusse la quotazione in borsa di Mediaset e Mediolanum, “bisogna spingere le imprese ad apportare più capitale con conseguenti minor imposte sul reddito. Dall’altro lato bisognerebbe incentivare i privati a investire nel capitale delle imprese, delle Pmi e più in generale delle non quotate, magari attraverso fondi dedicati di importo dai 100 ai 200 milioni di euro. Esistono già strumenti nuovi in questo senso, come i Pir (Piani individuali di risparmio), ma si rivolgono soprattutto a società quotate. Sarebbe auspicabile una politica che canalizzi e spinga gli italiani a investire nelle aziende parte dei circa 1.700 miliardi di liquidità, pari a quasi il Pil italiano complessivo, che tengono sul loro conto. Si tratta di 170 miliardi. Per far questo, oltre alla congrua gestione destinata alle imprese dei 209 miliardi di Next Generation EU, lo Stato deve trasmettere il messaggio di aspettative positive di crescita sia nel medio sia nel lungo periodo”.