L’Iran indica a Hezbollah di colpire l’Arabia Saudita
Il braccio militare di Hezbollah sarebbe stato invitato dall’Iran a sospendere le proprie operazioni contro Israele per prendere di mira l’Arabia Saudita; lo rivelano le fonti citate da Middle East Eye. Le fonti presenti in Libano rivelano che tale indicazione sarebbe pervenuta direttamente da Qasim Soleimani, uno dei capi della Guardia rivoluzionaria dell’Iran, giunto in visita a Beirut in seguito all’uccisione di Mustafa Badreddine, il comandante delle operazioni di Hezbollah in Siria. L’organizzazione sciita, inoltre, ha nominato su impulso di Soleimani i successori di Badreddine.
Hezbollah, a giudicare dai cori intonati al funerale di Bdreddine, scrive il Mee, non ha molti dubbi sul fatto che dietro alla morte di Badreddine ci sia proprio l’Arabia Saudita, rivale sunnita nello scacchiere mediorientale.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.