“Le startup italiane impiegano più di 23.000 persone”

30 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

“Oggi bisogna investire in capitale di rischio” per permettere la crescita delle startup, “solo da lì si può passare alla crescita vera”; questa la visione di, Marco Gay, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria. In un’intervista rilasciata a La Stampa Gay ha precisato che “la percentuale di fiscalizzazione per gli investimenti in capitale di rischio è troppo bassa: solo il 19 per cento per le aziende e il 27 per cento per le startup con scopo sociale. In Spagna sono al 45 per cento, a Londra arrivano fino all’85 per cento. Siamo ancora indietro”.

L’Italia, ciononostante è una delle realtà più attive sul fronte delle startup innovative, che “sono circa 5500 e danno lavoro a più di 23 mila addetti. Secondo i dati Censis del 2015, l’Italia è leader europeo nella propensione a fare impresa per gli under 35. Siamo davanti a Germania, Inghilterra, Francia. Per una volta che abbiamo un primato positivo, anzi ottimo, dobbiamo stimolarlo”, afferma il presidente.