Lagarde: per Aberdeen Standard Investments più colomba che falco

29 Ottobre 2019, di Massimiliano Volpe

In merito all’insediamento di Christine Lagarde alla presidenza della BCE al posto di Mario Draghi, che lascia dopo due mandati,  Paul Diggle, Senior Economist di Aberdeen Standard Investments, chiarisce che “Christine Lagarde è un’eccellente nomina come Presidente della BCE. Ha maturato una vasta esperienza sia come ministro delle finanze che come capo del FMI. E sebbene non abbia una formazione da economista, sarà abilmente supportata nel proprio lavoro dal personale della BCE.
Le sue precedenti dichiarazioni sulla politica monetaria suggeriscono che sia vicina a un orientamento accomodante. È stata una sostenitrice del quantitative easing, che la BCE ha recentemente ripreso.

E sotto la sua direzione il Fondo Monetario Internazionale ha sostenuto ampiamente i tassi di interesse negativi, pur essendo consapevole del potenziale di destabilizzazione finanziaria che i tassi eccessivamente negativi portano con sé.

Il continuo rallentamento della crescita economica nell’Eurozona e la totale assenza di pressioni inflazionistiche sottostanti fanno sì che Lagarde probabilmente possa procedere a ulteriori tagli dei tassi di interesse durante il suo mandato. Portare il costo del denaro ancora a un livello più basso può sostenere l’economia. Ma, con tassi già così bassi, la politica monetaria non può da sola aiutare l’economia dell’Eurozona a uscire fuori dalla sua depressione.

Invece, ciò di cui il gruppo della moneta unica ha realmente bisogno è che i governi perseguano stimoli fiscali, intraprendano profonde riforme strutturali e portino avanti l’agenda dell’integrazione europea. Tutti lo sanno, e il presidente uscente della BCE Mario Draghi ha trascorso anni a ripetere il messaggio all’infinito, in gran parte senza successo.

Ma se qualcuno può spingere i governi dell’Eurozona ad agire, è Lagarde. Ha un’esperienza unica sia nella supervisione della politica fiscale nazionale in Francia, sia nella consulenza ai governi sulle loro politiche fiscali in tutto il mondo. Lei è il consumato attore politico di cui l’economia dell’Eurozona ha bisogno. Ora, se solo i governi nazionali facessero la loro parte. Buona fortuna, signora Lagarde”.