La cinese Country Garden Holdings a rischio default
Per la società cinese di sviluppo immobiliare Country Garden Holdings è corsa contro il tempo per evitare il primo default della sua storia.
La società, che possiede passività totali per circa $187 miliardi – il che la posizionando tra le aziende immobiliari più indebitate al mondo – deve pagare un interesse combinato di $22,5 milioni su un’obbligazione in dollari entro un periodo di grazia che termina tra il 5 e il 6 settembre.
Questo rappresenta la prossima grande sfida, dopo aver onorato alcuni pagamenti di cedole nei giorni recenti e aver ottenuto una proroga su alcune obbligazioni in yuan.
Il mancato pagamento degli interessi in dollari entro il periodo di grazia consentirebbe ai creditori di dichiarare un default, che potrebbe comportare conseguenze peggiori rispetto a quelle del gruppo China Evergrande nel 2021, dato che Country Garden ha un numero di progetti immobiliari quattro volte più grande.
Il titolo ha recuperato il 14,6%, grazie anche al sostegno politico al settore, ma resta in calo del 61,8% da inizio anno.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo