Kroll: “Aziende impegnate in M&A sottovalutano rischi cyber”

6 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

“Sebbene la consapevolezza dei rischi legati alla tecnologia e alla connettività stia crescendo, le aziende italiane spesso tendono a trascurare eventuali implicazioni negative che l’acquisizione di nuovi rami d’azienda o società o lo sviluppo di nuovi modelli di business possono portare. Sono ancora pochi, infatti, gli investitori che si preoccupano di mettere in atto anche una minimale due diligence sul tema cyber”. Lo ha affermato la responsabile Kroll per il Sud Europa, Marianna Vintiadis, nel corso del Forum italiano dedicato al Private Equity promosso da Mergermarket.

“In Italia l’89% delle aziende teme il furto di informazioni interne. Nel mondo la percentuale è del 73%. Si tratta di una preoccupazione reale dettata dal crescente uso della tecnologia e della rete all’interno delle aziende”.

Per far fronte a questo potenziale pericolo i “vertici aziendali devono essere edotti del pericolo che l’introduzione di un nuovo sistema tecnologico può suscitare”, ha affermato Vintiadis, “anche piccoli cambiamenti potrebbero risultare fatali se non gestiti in maniera adeguata: basta un chip localizzatore, uno strumento banale, per aprire le porte a potenziali furti di dati. Maggior attenzione va prestata quando l’utilizzo delle tecnologie implica l’apertura di nuovi modelli di business: l’attenzione al business plan deve essere la stessa anche per lo studio di un piano di sicurezza adeguato”.