Juncker, si smetta di dipingerci “insensibili e rinchiusi in un bunker”

12 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Noi della Commissione europea “non siamo insensibili all’appello dei popoli”, ma “l’Italia non rispetta la parola data”: questo in sintesi l’intervento del presidente dell’esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker, intervistato da Le Monde.
Le autorità italiane, ha esortato Juncker, “rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea”, per poi aggiungere: “Non ho nulla contro l’Italia, tutto il contrario: la amo. Che si smetta di descriverci come dei mostri freddi, rinchiusi in un bunker, insensibili all’appello dei popoli”. Quelle sulla gestione della finanza pubblica “sono libere nelle loro scelte, nel reddito minimo o nella fiscalità delle aziende. Devono tuttavia rispettare le regole”.
Il suggerimento del presidente è che “le politiche di altri settori” debbano “contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità”.