Istat: produttività del lavoro sale del 2,7%
La crisi ha avuto un impatto immediato e dirompente anche sui flussi di commercio estero, con flessioni significative in media d’anno sia dell’import sia dell’export, cui ha corrisposto un contributo negativo della domanda estera netta alla crescita del Pil in tutte le principali economie dell’Area euro, più accentuato in Francia e in Spagna.
Così l’Istat nel nono Rapporto sulla competitività dei settori produttivi secondo cui le misure di tutela del lavoro (quali la cassa integrazione) hanno attutito l’impatto della crisi sull’occupazione dipendente ma, allo stesso tempo, rendono meno rappresentative, per una analisi ciclica della produttività, gli indicatori basati sul numero di addetti.
Alla luce della dinamica del valore aggiunto osservata nei diversi paesi, la produttività del lavoro (misurata in termini di valore aggiunto per ora lavorata) ha registrato un incremento del 2,7% nel nostro Paese, a fronte di variazioni sostanzialmente nulle in Francia, Spagna e Germania. L’aumento è stato minimo nella manifattura ma considerevole nel terziario, in misura del tutto anomala rispetto alle tendenze del comparto
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Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane hanno registrato un aumento annuo del 5,2%, secondo le stime preliminari dell’Istat. Questo incremento è stato influenzato dalla crescita dei prezzi delle abitazioni nuove, mentre il ritmo di crescita delle abitazioni esistenti ha rallentato leggermente.
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Il prestito obbligazionario ha una durata di 36 mesi e riconosce un tasso di interesse fisso annuo pari al 6,50%, con pagamento di cedole trimestrali
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