Istat, Blangiardo in prima fila per la presidenza
Quello di Gian Carlo Blangiardo è il nome in cima alla lista dei possibili presidenti dell’Istat, dopo il termine del mandato di Giorgio Alleva, lo scorso 15 luglio. Economista ordinario all’università Bicocca di Milano, Blangiardo piace soprattutto alla Lega, in virtù delle sue posizioni dure nei confronti dell’immigrazione irregolare. Aveva dichiarato in alcune interviste degli scorsi mesi di non aver “paura di parlare di espulsioni e porte chiuse” e che “bisogna togliere a tanti poveri disgraziati l’idea che la soluzione dei loro problemi sia indebitarsi per infilarsi su una barca o attraversare il deserto rischiando la vita” (La Stampa, 24 luglio 2018). Così come aveva denunciato, nel libro “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” (2017) l’esistenza di “lobby del soccorso e dell’accoglienza di Ong, cooperative ed enti cattolici” che costituirebbero “un bacino di voti di grande rilevanza soprattutto per il Pd”.
Anche la produzione accademica del professor Blangiardo rivela il forte interesse sulle tematiche migratorie, declinate sul versante demografico. Se non dovesse essere Blangiardo il prescelto per la carica, le ipotesi circolate avevano indicato Maurizio Vichi (docente di Statistica alla Sapienza) e Elisabetta Carfagna (ordinaria di Statistica a Bologna), come possibili alternative per la presidenza Istat.
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