Iraq smentisce Renzi: “nessun accordo con l’Italia per la diga di Mosul”

22 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

BAGHDAD (WSI) – Botta e riposta tra il governo di Baghdad e quello italiano in merito al presunto invio di 450 militari italiani per difendere la diga di Mosul. Circa una settimana fa il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva annunciato un accordo ma oggi dall’Iraq il portavoce dell’esecutivo, Saad al Hadithi smentisce qualunque trattativa in corso.

“Nessuna intesa è stata finora sottoscritta tra governo iracheno e italiano”.

Intanto però il ministro della difesa, Roberta Pinotti ha reso noto che la missione italiana in Iraq verrà pianificata dopo l’assegnazione del contratto per il consolidamento della diga alla società italiana Trevi che, secondo lo stesso portavoce iracheno, ad oggi ha “presentato i documenti per partecipare alla gara”, ma secondo il ministro è l’unica ditta oggi candidata.

Una prima ricognizione in loco è stata eseguita giorni fa e altri sopralluoghi sono in programma, da parte di un team composto da militari italiani e altri presenti già in Iraq. Da Baghdad però le reazioni non sono tutte entusiaste. Il ministro delle risorse idriche, Mushin Al Shammary ha affermato accogliendo l’ambasciatore italiano:

“L’Iraq non ha bisogno di alcuna forza straniera per proteggere il suo territorio, i suoi impianti e la gente che ci lavora”.