Iran chiede all’Europa di intervenire per salvare accordo sul nucleare
Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha sollecitato i firmatari dell‘accordo nucleare del 2015 a intervenire per salvare l’accordo sul nucleare del 2016. In una telefonata al presidente francese Emmanuel Macron, Rouhani ha detto che l’Iran vuole che l’Europa dia garanzie sulle vendite di petrolio, ma anche nel settore delle banche, assicurazioni e dei trasporti.
Non è la prima volta che l’Iran chiede ai Paesi europei di fare sforzi più seri per mettere in atto iniziative economiche che permettano di salvare l’intesa. Solo pochi giorni fa una richiesta analoga era arrivata dal portavoce del ministero degli Esteri, Bahram Ghasemi, dopo che Total ha annunciato di ritirarsi da un progetto per lo sviluppo di un grande giacimento di gas nel Golfo.
Nel maggio scorso il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro degli Usa dall’accordo del 2015, denunciando il programma missilistico di Teheran e le sue interferenze anche militari nei Paesi della regione. Trump ha anche detto che chi continuerà a fare affari con la Repubblica islamica non potrà più farli con gli Stati Uniti.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.