Inps: TFR in busta paga un flop, stop dal 1° luglio
Novità dal 1° luglio per i datori di lavoro che non sono più obbligati a inserire il TFR in busta paga, il cosiddetto Qu.I.R. (Quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione).
Ad annunciarlo l’Inps con il messaggio n. 2791 del 10 luglio che pone così fine alla novità introdotta con la Legge di Stabilità 2015 che aveva introdotto, in via sperimentale, la possibilità di richiedere in anticipo il TFR maturato mensilmente direttamente in busta paga. Ora lo stop decretato dallo scarso successo dell’iniziativa.
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Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.