Inflazione Usa corre più del previsto, sale al 5% a maggio (mai così alta dal 2008)
Cresce più delle stime l’inflazione negli Stati Uniti a maggio. Secondo i dati diffusi oggi, i prezzi al consumo hanno registrato una variazione dello 0,6% su base mensile, risultando superiore allo +0,4% del consensus contro il +0,8% di aprile.
Su base annua la crescita dell’inflazione è stata del 5%, superiore al 4,2% di aprile e al 4,7% delle aspettative del mercato. Questo è stato il più grande aumento sui 12 mesi dal +5,4% dell’agosto 2008.
Il dato core, depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, più osservato dalla FED, ha registrato una variazione dello 0,7% su base mensile, rispetto al +0,4% atteso ed al +0,9% del mese precedente. Il dato tendenziale mostra un aumento del 3,8%, dal 3% del mese precedente (atteso + 3,4%).
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.