Inflazione, in Italia può restare sopra il 2% nel 2022 e scendere all’1,8% nel 2023
L’inflazione, dopo il balzo degli ultimi mesi del 2021 (al 3,7% sul NIC e 3,9% sull’IPCA a novembre), dovrebbe rimanere superiore al 2% per la maggior parte del 2022. Stimiamo in media d’anno un IPCA al 2,7% nel 2022 (dall’1,9% del 2021) e poi in moderazione all’1,8% nel 2023. A rivelarlo è l’analisi realizzata da Intesa Sanpaolo.
Al momento le pressioni inflazionistiche restano trainate dall’energia, anche se negli ultimi mesi si notano segnali di maggiore diffusione, specie nei settori dei servizi più colpiti dalla crisi pandemica (soprattutto nella ristorazione).
In ogni caso, le pressioni molto limitate sul costo del lavoro dovrebbero mantenere bassa l’inflazione di fondo, attesa restare poco sopra l’1% in media d’anno nel 2022 (1,2%), per salire all’1,9% (in sostanza chiudendo il gap con l’indice headline) nel 2023. In ogni caso, i rischi inflattivi appaiono al momento meno marcati in Italia rispetto al resto dell’Eurozona.
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