Inflazione Eurozona in calo, per eToro si riduce pressione sulla Bce
A seguito della pubblicazione dei dati relativi all’inflazione in Europa pubblicati questa mattina Ben Laidler, Global Market Strategist di eToro ha chiarito che “l‘inflazione europea si è stabilizzata a giugno e il picco iniziale dei prezzi si è attenuato. Questo riduce la pressione sulla Bce e sostiene il continuo rialzo dell’azionario europeo.
L’inflazione dell’Eurozona è salita dell’1,9% su base annua a giugno, leggermente al di sotto del massimo di due anni di maggio del 2% e delle aspettative degli analisti. Questo dato è relativamente basso se paragonato agli Stati Uniti, dove l’inflazione è attualmente al 5%. Mentre i rischi d’inflazione rimangono, con la riapertura delle economie europee, il picco iniziale dell’inflazione si sta chiaramente attenuando man mano che si raggiungono i minimi d’inflazione del 2020 e con i prezzi dell’energia in picchiata”.
“Di conseguenza – prosegue l’analista – non ci aspettiamo di vedere la Bce aumentare i tassi a breve o che inizi a ridurre il suo programma di emergenza pandemica (PEPP), che ha raggiunto il più alto livello di acquisti in un anno la scorsa settimana. Il tutto dovrebbe dare supporto alle prospettive di un’ulteriore forza dell’azionario europeo, che vediamo beneficiare del forte rimbalzo economico, del focus sull’industria ciclica e delle valutazioni scontate”.
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La Borsa di Hong Kong ha chiuso in rialzo grazie all’ottimismo nei settori tecnologico e dei semiconduttori, influenzato dalle indicazioni di Alphabet sull’aumento della spesa in conto capitale. Tuttavia, il rincaro del petrolio ha frenato ulteriori guadagni. Anche la Borsa di Shanghai ha registrato un incremento, sostenuta dai titoli tech e semiconduttori.
Leonteq annuncia un ritorno all’utile nel primo semestre del 2026, grazie a un miglioramento del mix di ricavi e a una serie di iniziative strategiche. L’azienda ha registrato un aumento del 37% dell’utile netto e un turnover della piattaforma in crescita del 10%.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento dello 0,46%, trainata dai titoli del settore chip e semiconduttori. Alphabet ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, alimentando l’ottimismo per la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Anche la debolezza dello yen ha favorito gli scambi.