Inflazione Cina: il trend dell’indice dei prezzi al consumo e del PPI a giugno. Come reagiscono borse Hong Kong e Shanghai
Nel mese di giugno l’inflazione della Cina misurata dall’indice dei prezzi al consumo è salita dello 0,2% su base annua, rispetto al +0,4% atteso dal consensus degli analisti e alla crescita precedente dello 0,3%.
L’indice dei prezzi alla produzione PPI, altro termometro dell’inflazione, è sceso invece dello 0,8% su base annua, in linea con le previsioni, rispetto al calo precedente dell’1,4%.
Alle 7.10 circa ora italiana la borsa di Hong Kong segna un rialzo dello 0,27%, mentre la borsa di Shanghai arretra dello 0,33%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo