Imprese e modelli finanziari: al via la mappatura delle Pmi ad alto potenziale
Il tessuto manifatturiero italiano mantiene una base produttiva complessivamente solida, ma opera in un contesto di credito bancario più restrittivo. Nel biennio 2024–2025, secondo la Banca d’Italia, il credito alle imprese ha evidenziato una dinamica stagnante, accompagnata da un irrigidimento dei criteri di concessione, in particolare per le PMI. In questo quadro prende avvio il Programma PMI ad Alto Potenziale, iniziativa di osservazione e analisi territoriale promossa da Domorental, società milanese specializzata in soluzioni di noleggio operativo e modelli asset-light.
L’iniziativa interessa alcune delle principali aree manifatturiere del Paese – Brescia, Modena, Verona, Vicenza, Bergamo, Ancona e Salerno – con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del tessuto imprenditoriale locale e il rapporto tra struttura industriale, liquidità e scelte di investimento. Dai territori osservati emerge un quadro comune: imprese strutturate che rivedono modalità di finanziamento e utilizzo degli asset, in un contesto in cui il Fondo di Garanzia per le PMI resta centrale, con coperture fino all’80% per gli investimenti e al 50% per la liquidità. Tra gennaio e settembre 2025 il Fondo ha sostenuto oltre 180.000 operazioni per più di 33 miliardi di euro, a conferma di un sistema del credito che continua a richiedere coperture pubbliche.
“Nei principali distretti industriali italiani – commenta Claudio Mombelli, ceo di Domorental – osserviamo imprese solide e patrimonializzate, che oggi si confrontano con un contesto di credito più selettivo e con una maggiore incertezza macroeconomica. In questo scenario diventa sempre più rilevante leggere con attenzione l’evoluzione dei modelli di investimento delle PMI e la capacità di adattare gli strumenti finanziari ai cicli industriali”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.