Ilva: Riva dovrà pagare oltre un miliardo per danni ambientali
NEW YORK (WSI) – La famiglia Riva pagherà una cifra superiore a 1,3 miliardi di euro per danni ambientali causati dall’Ilva di Taranto . L’accordo e’ stato annunciato dal premier Matteo Renzi in diretta Facebook nello spazio “Matteo risponde”, è confermato da fonti vicine al gruppo Riva che ammettono l’esistenza di un accordo concluso e commentano:
“l’accordo è utile perché supera i contrasti e permette di costruire il futuro”. “E’ una notizia straordinaria – ha annunciato il premier Renzi – importantissima. Questo miliardo e quattro, reso disponibile grazie all’azione delle istituzioni andrà a risanare Taranto e l’Ilva. Possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro di Taranto e al futuro industriale”
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A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.