Huawei: sale la tensione, Pechino convoca ambasciatore Usa
Sale la tensione tra Usa e Cina per l‘arresto di Meng Wanzhou, Cfo di Huawei e figlia del fondatore del colosso della telefonia. Ieri il viceministro degli Esteri cinese Le Yucheng ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti, Terry Branstad, e ha protestato vigorosamente, come riferisce l’agenzia Xinhua, contro l’arresto e la detenzione.
“Gli Stati Uniti hanno violato in maniera grave i diritti legittimi e gli interessi di cittadini cinesi, la natura della violazione è estremamente negativa”, afferma il viceministro, che chiede immediate misure correttive e il ritiro del mandato di arresto nei confronti di Meng. “La Cina risponderà in base alle azioni” che verranno intraprese “dalla parte americana”.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.