Heineken: taglia stime, aumento prezzi frena consumi
Brusco calo in apertura di seduta, ad Amsterdam, per le azioni Heineken (-5%).
Il produttore di birra olandese ha ridotto le previsioni sui profitti per quest’anno, in scia ad un calo dei consumi legato all’inflazione.
Nella prima metà dell’anno, l’utile operativo è diminuito del 22% su base adjusted e i volumi di vendita sono diminuiti più del previsto, poiché i prezzi sono aumentati quasi del 13%.
I birrifici stanno affrontando la difficoltĂ di trasferire gli alti costi delle materie prime ai consumatori, senza indurli a comprare marchi piĂą economici.
Heineken è il primo dei grandi produttori di birra globali a riportare i risultati del primo semestre, e le sue osservazioni potrebbero preannunciare difficoltà per i rivali Anheuser-Busch InBev e Carlsberg.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo