Guerra Fredda: Putin non nasconde rischio, cita la Nato. Renzi, solito ottimista
Guerra Fredda, possibile un suo ritorno oppure no? Sul tema, il presidente russo Vladimir Putin e il premier Matteo Renzi hanno posizioni diverse.
Parlando in occasione del Forum economico di San Pietroburgo – dove è presente anche Renzi – Putin afferma di non potere escludere il rischio “che prima o poi si arrivi alla Guerra Fredda” se “la Nato continuerà ad alimentare” la logica del conflitto. Dure sono state le critiche di Putin contro la Nato che, a suo avviso, “ha bisogno di un nemico esterno”, che avrebbe individuato nella Russia. Così Putin:
“Non penso che nessuno lo voglia, noi certamente no”.
Renzi invece ha sfoderato il suo solito ottimismo anche sul rischio Guerra Fredda:
“Miope e senza prospettiva”, il termine “Guerra Fredda non può stare nel vocabolario del terzo millennio, è fuori dalla realtà”. Renzi ha definito la Russia “è un vicino di casa”, ricordando come con i vicini di casa le relazioni possano “essere difficili”, ma come sia sempre necessario il dialogo.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.