Guerra commerciale, Nike e Adidas scrivono a Trump: “dazi catastrofici”
I big dello sportswear scendono in campo contro le politiche protezionistiche dall’amministrazione Trump. Ieri Nike, Adidas e altri 171 gruppi del settore calzaturiero e sportswear hanno scritto una lettera al presidente americano, Donald Trump, invitandolo a cambiare idea sui dazi definiti “catastrofici per i nostri clienti, le nostre aziende e l’economia americana in generale”.
“Per conto di centinaia di milioni di persone che comprano scarpe e centinaia di migliaia di dipendenti, chiediamo uno stop immediato a questa azione che aumentarà le spese a loro carico”.
Rivolgendosi a Trump, le aziende hanno scritto che “la vostra proposta di aggiungere dazi a tutte le importazioni dalla Cina equivale a chiedere ai consumatori americani di farsi carico dei costi. E’ ora di mettere fine a questa guerra commerciale”. Il settore quantifica in 3 miliardi di dollari all’anno il costo dei nuovi dazi alla Cina.
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Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, influenzata dal calo nel settore tecnologico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mentre gli investitori si mostrano cauti, la Borsa di Shanghai si mantiene stabile grazie a misure governative.