Goldman Sachs: nessuna sorpresa da Draghi, in campo per difendere le sue politiche espansive

25 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

“Come previsto, Mario Draghi ha usato il suo ultimo meeting in qualità di presidente della BCE per reiterare l’esigenza di politiche monetarie accomodanti, come quelle annunciate a settembre, al fine di assicurare che l’inflazione possa aggirarsi intorno al target del 2%. Inoltre continua a richiedere che la politica fiscale giochi un ruolo più attivo nel supportare la crescita, messaggio riportato anche dai policy-maker durante i meeting autunnali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, con la politica monetaria che viene ritenuta sempre più spesso sufficiente per affrontare le sfide legate alla crescita, come per esempio il protezionismo commerciale” ha commentato Andrew Wilson, CEO EMEA e responsabile globale Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management (GSAM).

“Durante la scorsa settimana, due grandi fonti di incertezza – Brexit e guerra dei dazi – sono diventate appena meno preponderanti. I tassi europei hanno preso parte al successivo sell-off di tassi globali. A nostro avviso, la BCE non taglierà nuovamente i tassi nel breve termine; tuttavia riteniamo che la politica monetaria dell’Eurozona sarà accomodante ancora per molto. Qui andranno affrontati rischi macroeconomici di downside, idiosincratici e di natura internazionale come scarsa crescita demografica e contrazione della domanda estera, che ha avuto un impatto sul settore manifatturiero tedesco. Pertanto riteniamo che la recente sottoperformance dei tassi europei sarà probabilmente limitata”.