Gilet Gialli costati 170 milioni prima dei disastri ai Campi Elisi del week-end
Le proteste dei Gilet Gialli sono già costate alle casse dello Stato francese 170 milioni di euro. E il conto sarà ancora più salato se si considera che i calcoli della Federazione francese delle assicurazioni non tengono conto dei danni recati dai manifestanti nelle proteste dello scorso week-end a Parigi e in particolare negli Champs-Élysées.
Da novembre circa 10.000 richieste di copertura assicurativa sono state depositate secondo quanto risulta alla federazione. Il governo ha ammesso disfunzioni nella gestione della sicurezza nella capitale e ha licenziato il capo della polizia Michel Delpuech. Ora l’intenzione del presidente Emmanuel Macron e del primo ministro Edouard Philippe è quella di impedire le manifestazioni dei Gilet Gialli che presentano dei gruppi violenti al loro interno.
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Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI