George Soros è l’uomo dell’anno secondo il Financial Times
Vittima di antisemitismo e di varie teorie del complotto, il finanziere e filantropo George Soros è stato nominato dal Financial Times uomo dell’anno 2018, in quanto “portabandiera della democrazia liberale”. Fra i molti oppositori di Soros vanno ricordati il governo ungherese e, secondo quanto emerso da recenti rivelazioni, anche la stessa Facebook, che avrebbe utilizzato il suo nome per gettare discredito sugli attivisti che richiedevano maggiore trasparenza alla società.
“Per oltre tre decenni, Soros ha usato la filantropia per combattere contro l’autoritarismo, il razzismo e l’intolleranza”, ha scritto il Ft, “attraverso il suo lungo impegno per l’apertura, la libertà dei media e i diritti umani, ha attirato l’ira dei regimi autoritari e, sempre più, dei populisti nazionali che continuano a guadagnare terreno, in particolare in Europa”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.