Pil, Gentiloni dopo revisione “spaziale” del Fmi: “Italia ce la può fare”
E’ stata accolta con entusiasmo da parte del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, la revisione al rialzo del Pil Italia, comunicate ieri dall’Fmi.
“Sono arrivate diverse notizie negli ultimi giorni che ci fanno intravedere previsioni di crescita maggiori di quelle immaginate” ha detto in occasione della visita agli stabilimenti Avio di Colleferro.
E ha poi aggiunto:
“Mi colpisce che ieri il Fondo monetario internazionale abbia corretto le sue previsioni sulla crescita in Italia nel 2017, ma non di una “‘nticchia” (lenticchia, ndr), come si dice a Roma. C’e’ stato un lancio nello spazio: siamo passati da una previsione a gennaio dello 0,7% per la crescita di quest’anno a quella di giugno dell’1,3 per cento. Dallo 0,7% all’1,3% è una bella crescita”.
Gentiloni ha quindi sottolineato di avere “la consapevolezza che il lavoro da fare è enorme, ma questo ci dice che l’Italia ce la puo’ fare”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.