Generali: successo per emissione obbligazionaria subordinata da 850 milioni
MILANO (WSI) – Generali lancia un’emissione obbligazionaria subordinata per un importo di 850 milioni di euro nel formato 32NC12, rivolta ad investitori istituzionali, che ha ricevuto ordini da circa 270 investitori per un totale di oltre € 2,4 miliardi, 2,8 volte rispetto al target iniziale. Ad annunciarlo il gruppo con una nota.
“L’emissione ha raccolto un forte interesse da parte degli investitori esteri, che hanno rappresentato circa l’83% degli ordini collocati, a conferma del credito di cui gode il Gruppo sui mercati internazionali. Il 31% del collocamento è stato destinato agli investitori inglesi ed irlandesi, il 17% ad investitori italiani, circa l’11% ad investitori francesi, il 15% ad investitori tedeschi ed il 4% a investitori del Nord Europa. Si è inoltre registrato interesse da parte di investitori asiatici”.
L’emissione è stata realizzata con il supporto di BNP Paribas, Deutsche Bank, Goldman Sachs International, UBS Investment Bank e UniCredit in qualità di Joint Lead Managers, e sarà quotata sulla borsa del Lussemburgo.
Breaking news
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale