Gas, stop alla produzione di GNL in Qatar: il prezzo schizza del 50%
Il mercato del gas naturale è stato scosso oggi da un significativo aumento dei prezzi, innescato dalla notizia della sospensione della produzione di gas naturale liquefatto (GNL) in Qatar. Questo aumento è stato registrato sin dall’apertura delle contrattazioni, ma ha preso ulteriore slancio dopo che QatarEnergy ha reso noto l’attacco subito da droni iraniani, che ha causato danni significativi al complesso di Ras Laffan.
Sulla piattaforma di Amsterdam, il prezzo del gas ha raggiunto un picco del 50%, stabilizzandosi poi su un incremento del 46,8%, con il valore che si attesta ora a 46,91 euro al megawattora. Questa impennata dei prezzi mette in luce la vulnerabilità del mercato del gas a eventi geopolitici e infrastrutturali, sottolineando l’importanza del Qatar come uno dei principali produttori di GNL a livello mondiale.
“Abbiamo interrotto la produzione di gas naturale liquefatto a seguito degli attacchi al nostro complesso di Ras Laffan”, ha dichiarato QatarEnergy, l’azienda pubblica responsabile della gestione delle risorse energetiche dell’emirato. In mattinata, la compagnia aveva già informato che un drone aveva colpito un serbatoio d’acqua e un altro impianto energetico all’interno del complesso.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo