Francia: il ministro Macron ha un conto in sospeso col fisco francese
Il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, deve saldare alcuni conti con il fisco; a scriverlo sono i giornali francesi Mediapart e Le canard enchaine. “In seguito a una discussione con il fisco durata più di un anno e mezzo” scrive Mediapart, “il ministro ha dovuto ammettere il fatto che dovrà pagare”; fra il 2013 e il 2014 sarebbe stata fornita alle autorità fiscali una valutazione troppo bassa del patrimonio familiare. Il patrimonio di Macron, essendo superiore a 1,3 milioni di euro, è soggetto ad un’imposta mirata dello stato francese.
In particolare il valore di una casa della moglie nel nord della Francia avrebbe un valore di 1,4 milioni di euro, piuttosto che 1,2 milioni dichiarati dal ministro. La cifra da pagare per il ministro non dovrebbe superare i 10mila euro, secondo Mediapart. E’ un colpo all’immagine di un giovane astro nascente della politica francese, dopo che la presentazione del suo nuovo movimento politico sembrava aprire la via per la candidatura alle prossime elezioni presidenziali del 2017.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo