Forex, euro senza spinta: Bce sarà più accomodante del previsto?
Sul Forex, l’euro non si discosta molto dagli 1,1761 dollari di ieri (secondo le rilevazioni della Bce): all’apertura dei principali mercati valutari del Vecchio Continente l’euro quota 1,1765 dollari. Domani, giovedì, si riunisce la Bce che dovrebbe decidere come riequilibrare il piano di allentamento monetario straordinario, il Quantitative Easing.
Secondo gli analisti interpellati da Reuters la riduzione del programma di stimolo monetario potrebbe essere meno ampia del previsto: l’ammontare di titoli acquistati al mese, per ora fermo a 60 miliardi di euro, dovrebbe scendere di 20 miliardi di euro e non di 30 miliardi. Al contempo il QE dovrebbe essere esteso di 6-9 mesi. Questo non gioca a favore di un rafforzamento dell’euro.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play