Fonti citate dal Sun: Putin ha il Parkinson. Il Cremlino smentisce
Secondo fonti citate dal tabloid inglese The Sun, il presidente russo Vladimir Putin è ammalato del morbo di Parkinson e starebbe già preparando la sua successione politica, che avverrebbe nel 2021. Secondo osservatori citati dal giornale britannico un recente video rivelerebbe alcuni sintomi riconducibili al morbo: Putin avrebbe, ad esempio, mostrato un tremolio alla mano nel tenere una penna, o il movimento ininterrotto delle gambe. “Questa è una totale assurdità. Il presidente sta bene ed è in eccellenti condizioni di salute”, è stato il commento del Cremlino.
Lo scenario sarebbe rinforzato dalle leggi che renderebbero il presidente senatore a vita in seguito alle dimissioni, in modo tale da garantirgli l’immunità legale anche dopo il suo mandato. Anche Valery Soloviei, professore e oppositore di Putin nonché fondatore del movimento Perimen, ha dichiarato all’Eco di Mosca che il prossimo gennaio Putin potrebbe annunciare le dimissioni: “Putin ha intenzione di rendere pubblici i suoi piani di transizione a gennai. Prevedevano l’inizio di questo processo ad agosto e implicavano l’unione con la Bielorussia. Ma le proteste hanno sconvolto questi piani”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.