Fisco: dal primo gennaio il Lussemburgo si adegua alle regole Ue
Dopo lo scandalo dei ‘tax rulings’, il Lussemburgo si adeguerà’ alle norme Ue sulla fiscalità. A partire dal primo gennaio, il governo del Granducato assicurera’ che il prezzo del trasferimento dei ricavi delle multinazionali che operano sul suo territorio non sia più tassato in modo da risultare aiuto di stato illegale ma si conformi alle regole che assicurano la concorrenza.
“Accolgo con favore il fatto che le autorità del Lussemburgo stiano introducendo cambiamenti alla loro legislazione nazionale per renderla più stringente”, ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, “i miei servizi sono stati in contatto con le autorità lussemburghesi a questo riguardo”. “Il cambiamento generale di approccio che guarda in avanti annunicato oggi dal Lussemburgo è molto benvenuto”, ha aggiunto ma, ha avvertito, “allo stesso tempo non possiamo pregiudicare nessuna valutazione caso per caso da parte della Commissione su precedenti ‘tax rulings’”.
L’operazione è stata condotta in cooperazione con l’Antitrust Ue, che ha già ‘stangato’ Fiat in Lussemburgo, Starbucks in Olanda e Apple in Irlanda, mentre sono in corso altre indagini su ulteriori ‘tax rulings’ che danno un vantaggio fiscale selettivo alle società che di fatto pagano le imposte a un tasso d’imposizione estremamente basso o quasi nullo rispetto alle altre.
Breaking news
L’inflazione in Francia è scesa al 2% a giugno, rispetto al 2,8% del mese precedente, grazie alla diminuzione dei costi energetici. Questo rallentamento potrebbe ridurre la pressione sulla Banca Centrale Europea per ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. La spesa dei consumatori francesi è aumentata dello 0,5% a maggio, superando le aspettative degli economisti.
Lagarde ha sottolineato da Sintra: “Un’Europa più resiliente ha creato le condizioni per ripartire dalle basi in politica monetaria: stabilizzare l’inflazione mediante il tasso di interesse di riferimento come strumento principale, agire in modo misurato, prendere le decisioni di volta in volta a ogni riunione”
Movimenti ancora in calo per l’oro. Prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa, il prezzo del metallo giallo cede circa lo 0,5% a 3.999 dollari l’oncia. “L’oro resta sotto pressione dopo un prolungato calo, con il mercato che non riesce a mantenere il livello psicologico di 4.000 dollari l’oncia. Questo sviluppo suggerisce che l’interesse all’acquisto rimane […]
L’indice PMI manifatturiero cinese è salito a 50,3 a giugno