Fisco, Commissione Ue dichiara illegali ‘favori’ del Belgio alle multinazionali
ROMA (WSI) – La Commissione europea ha dichiarato illegali i vantaggi fiscali sugli utili in eccesso concessi dal Belgio e dovrà riscuotere dalle società beneficiate da tale trattamento 700 milioni di euro.
Si arricchisce di un nuovo capitolo, dunque, la saga sulla concorrenza fra regimi fiscali per accaparrarsi i versamenti delle multinazionali, che in passato ha già visto il Lussemburgo bacchettato dall’Unione europea.
Anche nel caso del Belgio, che dal 2005 aveva consentito ad alcune multinazionali di ridurre la base imponibile fra il 50 e il 90%, sono le norme Ue contro gli aiuti di stato ad essere state violate. L’indagine della Commissione europea, iniziata nel febbraio 2015, ha quindi messo in luce come tale normativa di favore, che sconta fiscalmente gli utili in eccesso derivanti dall’essere parte di un gruppo multinazionale, violi il principio di libera concorrenza previsto dalla legge belga sulla imposizione societaria.
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.