Fisco: bonus ristrutturazione di casa anticipato dalla banca?
ROMA (WSI) – Le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione di casa e di risparmio energetico potrebbero cambiare faccia. E’ stata depositata alla Camera infatti una proposta di legge che darebbe la possibilità di anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, senza l’obbligo di attendere i canonici dieci anni per recuperare le rate nella dichiarazione dei redditi.
La proposta di legge intitolata “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario” prevede una sorta di cessione delle agevolazioni fiscali, al 50 e al 65% fino al 31 dicembre 2016, alla banca che pagherebbe subito i lavori e recupererebbe la spesa in dieci anni al posto del cittadino o dell’impresa beneficiarie.
La procedura di cessione delineata dalla proposta di legge è la seguente: in primis il beneficiario dell’agevolazione, cittadino o impresa, individua l’istituto a cui destinare il credito e poi trasmette il modello di opzione all’Agenzia delle Entrate, indicando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello. Da quel momento il cittadino o l’impresa pagherebbero solamente la metà delle spese sostenute per la ristrutturazione o la riqualificazione energetica dell’immobile, in quanto la parte restante verrebbe restituita dalle banche o da un altro intermediario finanziari che saranno loro infatti ad anticipare il 50% dei costi della ristrutturazione e poi a loro volta li recupereranno dallo Stato sotto forma di agevolazione fiscale.
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.