Fininvest: dopo 5 anni nuovo dividendo a 0,45 euro
MILANO (WSI) – Dopo cinque anni il gruppo Fininvest ha deciso di distribuire un dividendo pari a 0,45 euro ad azione, per un importo complessivo di circa 91,6 milioni di euro, a fronte di un utile pari a 221,4 milioni di euro.
Erano cinque anni che il gruppo della famiglia Berlusconi non distribuiva dividendi. A fine 2015 sono state distribuite riserve agli azionisti per 90 milioni, ma non si tratta di dividendi di esercizio, bensì di utili realizzati negli anni passati e tenuti in cassa. Il gruppo Fininvest rende noto inoltre di aver chiuso il 2015 con un risultato netto in sostanziale pareggio (-0,1 milioni di euro) rispetto ai 9,9 milioni di utili del 2014.
“Il dato risente di oneri non ricorrenti pari a 17,6 milioni derivanti dalla rideterminazione, in Italia, delle attività fiscali differite, a seguito della riduzione dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24% a decorrere dal 1 gennaio 2017, introdotta dalla legge di stabilità del 2016”.
Aumento dell’1% per i ricavi che arrivano a quota 4,737 miliardi come il margine operativo lordo pari a 1,4 miliardi di euro, in crescita dell’1,9%. Per quanto riguarda l’indebitamento il gruppo Fininvest al 31 dicembre 2015 ha raggiunto quota 789,1 milioni di euro rispetto ai 1055, 9 del 31 dicembre 2014, e questo grazie anche alla generazione di cassa ordinaria e un free cash flow di 209 milioni. In crescita il patrimonio netto consolidato che arriva a 4998,9 milioni.
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Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale