Federal Reserve, primi timidi passi verso un tracciato più aggressivo
di Oliver Blackbourn, Multi-Asset Portfolio Manager di Janus Henderson Investors
Questa volta non si può negare, la Federal Reserve ha mosso i primi timidi passi verso un tracciato più aggressivo. I mercati lo hanno percepito immediatamente. Nonostante la policy sia rimasta invariata, le proiezioni intermedie per i tassi di interesse hanno subito un’impennata rispetto alle previsioni di fine 2023. Inoltre, si è finalmente iniziato a parlare di tapering, che però rimane ancora lontano, come suggerito dal presidente Powell, dato che il FOMC attende ulteriori passi avanti dell’economia.
La Fed ha corretto al rialzo le stime sulla crescita, riconoscendo che il rimbalzo di quest’anno sarà ancora più marcato del previsto. Il tasso di crescita del 7% atteso è ora superiore alle aspettative del consensus, anche se gli economisti sono più ottimisti sulla crescita nel 2022 rispetto alla banca centrale statunitense. Riguardo l’inflazione, le stime della Fed mostrano un evidente orientamento verso un’inflazione superiore ai target nei prossimi anni. L’inflazione dell’indice Price Consumer Expenditure (PCE) è prevista al di sopra degli obiettivi nei prossimi 3 anni
La curva dei rendimenti ha risposto rapidamente. I rendimenti dei Treasury USA a 5 anni sono saliti dello 0,1%; anche il rendimento del benchmark a 10 anni ha subito un incremento. Il rialzo è stato guidato dai rendimenti reali, con il tasso a 5 anni che ha visto un aumento dello 0,2%., dato che i mercati hanno tenuto conto dello scostamento nelle previsioni per i tassi di interesse nel periodo. Al contrario, i rendimenti dei Treasury a 30 anni hanno subito lievi modifiche, dato che le stime sui tassi di lungo termine della Fed non hanno subito correzioni rispetto al 2,5% previsto, cifra che ha agito da punto di riferimento per i Treasuries a più lunga scadenza per diverso tempo.
Come sempre, data l’importanza della Fed per i mercati globali, ci sono state reazioni immediate in tutte le asset class. Il dollaro statunitense si è rafforzato contro l’euro, poiché le valute continuano a rispondere ai cambiamenti dei rendimenti reali. Un rendimento reale più alto rende il dollaro più attraente per gli investitori. Allo stesso tempo, l’incremento dei rendimenti reali ha pesato sul mercato azionario statunitense nei momenti immediatamente successivi alla dichiarazione, poiché le valutazioni elevate sono state giustificate dai rendimenti bassi. Mentre l’indice S&P 500 ha rimbalzato abbastanza rapidamente, i mercati emergenti hanno sentito gli effetti sia di un dollaro americano più forte che del rialzo dei rendimenti americani.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play