Fed di Philadelphia accelera in febbraio, balzo inaspettato
Forte accelerazione nel mese di febbraio dell’indice manifatturiero Fed di Philadelphia, che balza a 43,3 punti, sopra le stime del mercato e contro i 23,6 punti di gennaio. Guardando alle singole componenti, quella sui nuovi ordini e’ salita da 26 a 38 punti e quella relativa alle consegne e’ aumentata da 20,5 a 28,6 punti.
Il dato sui prezzi e’ sceso da 26,8 a 10,6 punti, mentre quella sull’occupazione e’ peggiorata da 12,8 a 11,1 punti. Infine, la componente relativa alle scorte e’ diminuita da 12,2 a -4,7 punti.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.