Experian: prestiti e mutui in forte ripresa a settembre
Se lo scenario economico italiano nel suo complesso sta ancora recuperando lentamente dalla crisi derivante dal Covid 19, l’economia del credito mostra segnali di ripresa più marcati.
Così emerge dai dati del nuovo Rapporto sul Credito Italiano – Trends &Insights pubblicato da Experian e relativo al mese di settembre, seconod cui aumentano le richieste di mutuo (+59%), prestito finalizzato (+278%) e prestito personale (+102%). Un trend che si conferma essere positivo, anche se con percentuali più basse, anche con i mesi pre-Covid: mutui a +3,35%, prestiti finalizzati a +6%, prestiti personali a +9%.Un dato particolarmente interessante emerge dall’andamento dei prestiti finalizzati: il
38,97% delle richieste ha riguardato l’acquisto di un’automobile, e si tratta del dato più
elevato di tutto il 2020 e la generazione X (1960-1980) si conferma trainante in relazione a tutti gli strumenti finanziari presi in esame.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.