Europa debole in apertura nel giorno delle quattro streghe
Le borse europee aprono in lieve ribasso, al termine di una settimana densa di avvenimenti con focus su dazi e banche centrali. A Piazza Affari il Ftse Mib è sostanzialmente invariato in area 39.200 punti, con Mps (+1,6%) in luce mentre arretrano Moncler (-1,3%), Stm (-1,2%) e Brunello Cucinelli (-1%).
Gli investitori si trovano ad affrontare una prospettiva sempre più incerta per l’economia globale, a causa dei timori legati ai dazi, con ulteriori tariffe in arrivo a partire dal 2 aprile. La Fed e la Bce hanno previsto un impatto negativo sulla crescita, mentre la Bank of England e la Bank of Japan hanno lasciato i tassi fermi, in attesa di capire gli effetti della guerra commerciale. Intanto, l’inflazione giapponese a febbraio si è attestata al 3,7%, oltre le stime.
Giornata scarica di appuntamenti macro, ma un po’ di volatilità potrebbe arrivare in concomitanza con la scadenza contemporanea di opzioni su azioni e indici, futures su azioni e indici, nel cosiddetto giorno delle “quattro streghe”.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 112 punti base, con il rendimento del decennale tedesco al 2,77% e il Btp al 3,89%.
Fra le materie prime, il petrolio Brent risale a 72 dollari al barile, mentre l’oro viaggia a 3.033 dollari.
Sul forex, cambio euro/dollaro a 1,083 e dollaro/yen in rialzo a quota 149,4. Fra le criptovalute, il Bitcoin è stabile a 84.000 dollari.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.