Esprinet perfeziona l’acquisizione di Sifar Group
Esprinet, attiva nella consulenza e vendita di prodotti tecnologici e sicurezza informatica nel Sud Europa, ha completato l’acquisizione di Sifar Group S.r.l., azienda italiana, operante dal 2012 nella distribuzione B2B di pezzi di ricambio, componenti e accessori per prodotti di telefonia mobile e tablet.
L’acquisto, del valore di 9,3 milioni di euro, è avvenuto integralmente in contanti, utilizzando le risorse disponibili. Questa mossa si inserisce nella strategia di Esprinet, delineata nel piano industriale 2022-2024, con focus sulle linee di business ad alto margine, ma anche sulla forte adesione ai principi ESG del Gruppo.
La distribuzione di componenti e ricambi per la riparazione di smartphone e tablet ha l’obiettivo di prolungare la vita utile dei prodotti, contribuendo a minimizzare la produzione di rifiuti elettronici. Questa strategia risponde ai nuovi bisogni legati all’economia circolare.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo