Equitalia, cresce il ritmo delle domande di rottamazione cartelle
Prende il volo la richiesta di adesioni per la rottamazione delle cartelle Equitalia: nelle ultime due settimane sono state più di 55mila le domande; a due mesi e mezzo dall’avvio dell’operazione le domande pervenute al concessionario pubblico della riscossione sono state circa 156 mila. La maggioranza delle richieste sono arrivate dai contribuenti della Regione Lazio (27.200, in prevalenza dalla provincia di Roma); seguono Lombardia e Toscana (rispettivamente 21.848 e 14.169). La rottamazione delle cartelle esattoriali emesse fra il 2000 e il 2016 potrà godere di una sanatoria su interessi e sanzioni: la domanda potrà essere inoltrata entro il 31 marzo.
Sulla base delle prime 100mila domande arrivate a fine 2016 all’agente pubblico della riscossione si evince che il 72% dei crediti sono riferiti all’agenzia delle Entrate, il 20% l’Inps, il 3% comuni e aziende di servizi comunali.
La chiusura di Equitalia è prevista per il prossimo primo luglio.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.