Eni torna sul mercato con due obbligazioni subordinate ibride perpetue
Eni collocherà oggi due emissioni inaugurali di obbligazioni subordinate ibride perpetue, denominate in euro, a tasso fisso e destinate ad investitori istituzionali.
Come specificato nei relativi termini e condizioni, la società ha la possibilità di rimborsare ciascuno dei prestiti obbligazionari ibridi in qualsiasi momento nei 90 giorni precedenti la relativa prima reset date e, successivamente, ad ogni data di pagamento degli interessi.
La prima reset date per il primo prestito obbligazionario si prevede sia a 5,25 anni dall’emissione (13 gennaio 2026) e per il secondo prestito obbligazionario si prevede sia a 9 anni dall’emissione (13 ottobre 2029).
Le due emissioni hanno l’obiettivo di finanziare i futuri fabbisogni e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata.
I prestiti obbligazionari saranno collocati compatibilmente con le condizioni di mercato e successivamente quotati sul mercato regolamentato della borsa di Lussemburgo.
Si prevede inoltre che le agenzie di rating assegnino alle obbligazioni un rating di Baa3 / BBB / BBB (Moody’s / S&P / Fitch) ed un “equity credit” del 50%.
Per l’emissione dei due prestiti obbligazionari, Eni si avvale di un pool di banche composto da Barclays, BNP Paribas, Citi, Goldman Sachs International, HSBC,Santander, SMBC Nikko e UniCredit che agiranno come joint lead managers.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.