Eni prosegue il programma di buyback con oltre 2 milioni di azioni proprie
Eni ha comunicato di aver completato l’acquisto di 2.345.145 azioni proprie nell’ambito del suo programma di buyback, avvenuto tra il 26 e il 30 gennaio 2026. Queste azioni rappresentano lo 0,07% del capitale sociale, acquistate al prezzo medio ponderato di 17,0565 euro per azione, per un totale di 39.999.997,67 euro.
Dal lancio del programma il 20 maggio 2025, Eni ha riacquistato complessivamente 113.076.777 azioni proprie, equivalenti al 3,59% del capitale sociale, per un valore complessivo di 1.698.325.880,61 euro. Con queste operazioni, insieme alle assegnazioni gratuite di azioni ordinarie a dirigenti e dipendenti, Eni possiede ora 199.904.791 azioni proprie, che costituiscono il 6,35% del capitale sociale.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo