Eni firma una nuova linea di credito revolving da 9 miliardi di euro
Eni ha siglato un importante accordo finanziario che prevede una nuova linea di credito revolving da 9 miliardi di euro, con una durata di cinque anni. Questo accordo, che coinvolge ben 28 istituti di credito, rappresenta un rifinanziamento delle linee di credito precedenti da 6 e 3 miliardi di euro sottoscritte nel 2022 e nel 2023. L’iniziativa include anche un’opzione di estensione per ulteriori due anni, garantendo così una maggiore flessibilità finanziaria al gruppo.
La società ha evidenziato come il riscontro da parte delle banche partecipanti sia stato estremamente positivo, con una oversubscription di circa il 40%. Questo dato sottolinea la fiducia degli istituti finanziari nella solidità e nelle prospettive future di Eni. Unicredit ha svolto un ruolo centrale nell’operazione, assumendo il ruolo di global coordinator, bookrunner e mandated lead arranger, oltre a quello di documentation e facility agent. Santander ha affiancato Unicredit come global coordinator, bookrunner e mandated lead arranger.
Oltre a Unicredit e Santander, l’operazione ha visto la partecipazione di numerose altre banche di rilievo internazionale. Tra queste, Bank of America, Bbva, Bper, Credit Agricole, Citibank, Hsbc e Intesa Sanpaolo hanno operato come bookrunners e mandated lead arrangers. Altri istituti come Banco Bpm, Barclays, Bnp Paribas, Commerzbank e Deutsche Bank hanno contribuito come mandated lead arrangers, mentre Bayern Lb, Goldman Sachs, Mufg, Wells Fargo e Morgan Stanley hanno partecipato come lead arrangers.
Breaking news
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti