Elezioni in Spagna, Fitch: riforme a rischio
MILANO (WSI) – L’esito delle elezioni spagnole di domenica scorsa preoccupano l’agenzia di rating Fitch, che teme una ritirata dal processo di riforme e un indebolimento del rigore fiscale. Il partito Popolare del premier Mariano Rajoy si è confermatO la prima formazione, ma, per la prima volta dalla fine della dittatura, nessun partito ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi: il Pp ne ha 123 su 350, il partito Socialista 90. Due nuove formazioni, Podemos (69 seggi) e Ciudadanos (40) hanno scompaginato lo schema bipartitico che aveva caratterizzato i quasi 40 anni di vita democratica della monarchia iberica.
Secondo Fitch la forte ripresa ciclica dell’economia ha consentito di evitare alcuni problemi di consolidamento fiscale ancora da risolvere: il deficit/pil quest’anno scenderà al 4,3%, mentre nel 2016 dovrebbe attestarsi al 3,1% e al 2,7% nel 2017. Tuttavia restano forti i dubbi sullo stock del debito pubblico, che dovrebbe crescere al 99% sul Pil quest’anno per ritornare al 90% solo nel 2024.
L’incertezza politica inaugurata da queste elezioni potrebbero frenare la Spagna dal proseguire la “retta via” delle riforme e moderare il benefico ciclo di ripresa degli ultimi tempi.
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La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale