Effetto petrolio: Eni chiude il 2015 in profondo rosso

26 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Chiusura del 2015 in rosso per l’Eni che registra una perdita netta pari a 8,82 miliardi di euro e questo a causa del crollo dei prezzi del petrolio. Risulta invece positivo per 0,34 miliardi (-91%) il risultato netto adjusted “su base stand alone”.

Il gruppo nel quarto trimestre 2015 ha registrato una crescita produttiva del 14% con 1,88 milioni di barili al giorno – il dato più alto degli ultimi 5 anni – e del 10% nel 2015. Sono pari a 1,4 miliardi di barili (contro 0,5 miliardi del target iniziale), al costo unitario di 0,7 dollari le nuove risorse aggiunte nell’anno e questo grazie anche alla scoperta del supergiant di Zohr nell’offshore dell’Egitto. L’azienda inoltre conferma il dividendo 2015 di 80 centesimi per azione, di cui 40 centesimi già distribuiti a settembre dello scorso anno.

Ecco il commento dell’amministratore delegato Claudio Descalzi:

“Nel 2016, come lo scorso anno stiamo proseguendo velocemente nel processo di trasformazione di Eni, con l’obiettivo di rendere il gruppo ancora più forte e in grado di operare sempre meglio in questo difficile contesto mantenendo solide aspettative di crescita. Nel 2015 ha conseguito risultati fondamentali nel processo di trasformazione che vedrà il gruppo sempre più focalizzato sul core business oil&gas e sempre meglio organizzato per competere in un mercato a bassi prezzi dell’energia riflesso nello scenario Eni che si allinea ad un consensus di mercato conservativo. Il complesso processo di deconsolidamento di Saipem si è ora concluso, a soli quattro mesi dal suo avvio, e ha portato nelle casse di Eni entrate nette per 4,8 miliardi, mentre i piani di efficientamento e di razionalizzazione delle spese hanno fatto registrare risultati migliori delle attese, tanto da consentire l’autofinanziamento dei capex 2015 in uno scenario di circa 50 dollari al barile, 13 in meno rispetto alle aspettative di un anno fa”.