Effetto Obama sulla sterlina. L’allarme sullo scenario Brexit funziona
Sul valutario, protagonista di oggi è soprattutto al rimonta della sterlina, che testa nei confronti del dollaro il massimo in cinque settimane, complici le dichiarazioni del presidente americano Barack Obama, che continua a lanciare avvertimenti contro lo scenario Brexit.
Il rapporto sterlina/dollaro ha testato $1,4475, per la prima volta appunto in cinque settimane.
Stando al sito di scommesse Betfair, le probabilità che i cittadini del Regno Unito votino per rimanere nell’Unione europea, nel corso del referendum del prossimo 23 giugno, è ora del 72%, rispetto al 63% circa precedente agli appelli di Obama.
Obama ha d’altronde sottolineato che potrebbero trascorrere fino a dieci anni perchè il Regno Unito e gli Usa riescano a siglare un accordo commerciale esclusivo.

E si parla ora di effetto Obama sulla sterlina, come dimostra il grafico.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.