E-commerce, è boom per il lusso: vestiti, scarpe e crociere. Ue in testa
MILANO (WSI) – Nuovo boom per il settore del lusso che chiuderà l’anno segnando una crescita del 5% a 1200 miliardi di euro. A renderlo noto il rapporto annuale Bain/Altagamma che oggi è stato presentato a Milano dalla Fondazione Altagamma, che rappresenta tutte le aziende del settore del lusso.
Anche le prospettive sono buone con un tasso di crescita del 4,5% nei prossimi tre anni. Colpiti dal boom una categoria molto ampia di prodotti che va dai beni personali di lusso alle auto e dal cibo alle crociere. Quanto ai singoli prodotti, in testa troviamo abbigliamento, accessori e beauty mentre emergono le cosiddette “esperienze di lusso” come le crociere che risultano in crescita del 14%.
A livello geografico, l’Europa torna al top con una crescita del 6% a cambi correnti a 87 miliardi a fine 2017, e la Cina che balza del 15% a 20 miliardi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.