Draghi: produttività troppo debole, Eurozona faccia qualcosa
Dopo essere riuscito a sorprendere ancora una volta nell’ultima riunione di politica monetaria, nel suo intervento di oggi a Francoforte sul tema dell’innovazione e dell’imprenditoria in area euro, Mario Draghi ha risparmiato i fuochi d’artificio per un’altra occasione, concentrandosi sui modi con cui si potrebbe rilanciare una produttività fiacca.
Nelle conclusioni è racchiuso il punto cruciale espresso, ossia che la produttività è ancora deludente nella regione e che le autorità devono intervenire per spronarla. Per farlo non servono grandi sforzi: “potremmo registrare progressi importanti in termini di produttività semplicemente diffondendo in modo migliore la tecnologia che abbiamo già nell’area euro. In altre parole, c’è ancora molto da fare per invertire questa tendenza al rallentamento nella produttività aggregata e dissolvere il pessimismo sul nostro futuro”.
“Ci sono molte ragioni per le quali nell’area euro oggi una priorità è quella di affrontare il tema della crescita debole della produttività. Anche se alcuni progressi possono essere compiuti nel campo dell’innovazione, secondo me questa non è la sola questione” da affrontare. “Per l’area euro è altrettanto importante facilitare e incoraggiare la diffusione di nuove tecnologie, dalle società migliori a quelle in difficoltà”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.