Draghi: produttività troppo debole, Eurozona faccia qualcosa
Dopo essere riuscito a sorprendere ancora una volta nell’ultima riunione di politica monetaria, nel suo intervento di oggi a Francoforte sul tema dell’innovazione e dell’imprenditoria in area euro, Mario Draghi ha risparmiato i fuochi d’artificio per un’altra occasione, concentrandosi sui modi con cui si potrebbe rilanciare una produttività fiacca.
Nelle conclusioni è racchiuso il punto cruciale espresso, ossia che la produttività è ancora deludente nella regione e che le autorità devono intervenire per spronarla. Per farlo non servono grandi sforzi: “potremmo registrare progressi importanti in termini di produttività semplicemente diffondendo in modo migliore la tecnologia che abbiamo già nell’area euro. In altre parole, c’è ancora molto da fare per invertire questa tendenza al rallentamento nella produttività aggregata e dissolvere il pessimismo sul nostro futuro”.
“Ci sono molte ragioni per le quali nell’area euro oggi una priorità è quella di affrontare il tema della crescita debole della produttività. Anche se alcuni progressi possono essere compiuti nel campo dell’innovazione, secondo me questa non è la sola questione” da affrontare. “Per l’area euro è altrettanto importante facilitare e incoraggiare la diffusione di nuove tecnologie, dalle società migliori a quelle in difficoltà”.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.