Dividendi globali: nel 2020 giù del 12,2%, flessione meno grave di quanto si temesse

22 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Nel corso della peggiore crisi dalla Seconda guerra mondiale, secondo l’ultimo Global Dividend Index di Janus Henderson, nel 2020 i dividendi globali sono scesi a 1.260 mld di USD, con una flessione del 12,2% su base complessiva. Questo dato ha superato le aspettative di Janus Henderson, il cui scenario più favorevole prevedeva 1.210 mld di USD, grazie al calo meno pronunciato del previsto delle distribuzioni del quarto trimestre.

Su base sottostante, nel 2020 i dividendi sono diminuiti del 10,5%, quindi in misura minore rispetto all’indomani della crisi finanziaria globale. L’indice delle distribuzioni globali di Janus Henderson è sceso a 172,4, un livello che non si registrava dal 2017.

I tagli dei dividendi sono stati più pronunciati nel Regno Unito e in Europa, che insieme hanno rappresentato più della metà del calo complessivo a livello globale, principalmente a causa della riduzione forzata dei dividendi bancari a opera delle autorità di vigilanza.

Ma se in Europa e nel Regno Unito le distribuzioni sono scese sotto i livelli del 2009, l’anno in cui è stato lanciato il nostro indice, in Nord America sono aumentate del 2,6% su base complessiva, raggiungendo un nuovo record. L’ottimo risultato del Nord America è ascrivibile soprattutto al fatto che le aziende hanno potuto conservare la liquidità e proteggere i loro dividendi, sospendendo o riducendo i riacquisti di azioni proprie, ma anche alla maggiore indulgenza delle autorità di vigilanza nei confronti delle banche.

In Asia, l’Australia è stata la più colpita per via della sua notevole dipendenza dai dividendi bancari, che sono stati limitati dalle autorità di vigilanza fino a dicembre. Insieme al Canada, la Cina, Hong Kong e la Svizzera hanno invece evidenziato alcuni tra i risultati migliori.

Il quarto trimestre si è concluso con una flessione meno pronunciata di quanto si temesse

Nel quarto trimestre le distribuzioni sono diminuite del 14,0% su base sottostante, a un totale di 269,1 mld di USD, a fronte di un calo complessivo di appena il 9,4%. La flessione è stata meno marcata del previsto, dato che aziende come Sberbank in Russia e Volkswagen in Germania hanno ripristinato appieno i dividendi sospesi, mentre imprese come Essilor in Francia li hanno reintrodotti in misura limitata. Anche i dividendi straordinari hanno superato le attese, al pari di quelli annunciati negli Stati Uniti per i prossimi quattro pagamenti trimestrali.

Federico Pons, Country Head per l’Italia di Janus Henderson, ha commentato:

«In Italia nel 2020 i dividendi hanno subito un calo del 41%, in linea con altri Paesi Europei, con circa la metà delle società che hanno tagliato o sospeso l’erogazione della cedola, principalmente nel settore bancario a causa del divieto imposto dalle autorità di vigilanza. In calo anche il settore delle infrastrutture per i trasporti e il comparto petrolifero. Le prospettive per il 2021 rimangono incerte, data la pandemia in corso, ma stiamo intravedendo i primi segnali positivi a partire dall’andamento dello spread. Dal mese di aprile dovremmo assistere ad una ripresa dei dividendi, complice un atteso miglioramento dell’economia globale in concomitanza con il proseguire dei programmi di vaccinazione e con l’allentamento delle restrizioni. Per i prossimi mesi ci attendiamo una progressiva crescita trainata dal nuovo corso di Biden, destinato ad avere ripercussioni positive anche al di là dei confini americani, e dal Recovery fund, che vede l’Italia come principale Paese beneficiario delle risorse insieme alla Spagna.»